Morso di un cane randagio: si può chiedere il risarcimento? Come procedere

Può capitare di essere attaccati e morsi da un cane randagio in strada: cosa dice la legge sul punto e a chi chiedere risarcimento? La risposta a questi quesiti.

Il fenomeno del randagismo nel nostro Paese, purtroppo, continua a crescere in maniera esponenziale. Secondo alcune statistiche, si calcola che in Italia vi siano circa 700mila cani randagi che vagano per le strade senza ricevere assistenza.

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Cane randagio (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Questi numeri, purtroppo, salgono significativamente in estate quando molti proprietari decidono di abbandonare i propri cani in strada, molto spesso perché non vogliono portarli in vacanza. Può capitare di imbattersi, dunque, in un cane randagio, ma cosa accade se questo morde? Si può chiedere risarcimento?

Morso cane randagio, risarcimento: cosa dice la legge in merito

È capitato praticamente a chiunque di ritrovarsi difronte ad un cane randagio. Purtroppo, si sono registrati anche attacchi di questi animali che vagano per strada senza una famiglia. I numeri sul randagismo, difatti, in Italia sono veramente disarmanti.

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Tribunale (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Se si viene attaccati da un cane, la responsabilità è del proprietario che lo ha registrato presso l’Anagrafe canina della propria Regione di residenza. Il risarcimento dovrà, quindi, essere chiesto a quest’ultimo. Caso diverso, se l’animale non risulta essere presente nella banca dati, dunque, randagio. La responsabilità di questi animali non sempre immediatamente individuabile e non è prevista una norma specifica nel nostro ordinamento nazionale.

Ad occuparsi del randagismo sono le normative locali stabilite dalla Regione con il controllo e la prevenzione affidate a Comuni ed Asl. A questi, o alla regione stessa, può essere richiesto un risarcimento da parte di un soggetto che è stato attaccato da un cane randagio. Non sempre, però. Deve essere, come riportano i colleghi di Money.it, dimostrata la mancanza di attuazione delle norme di prevenzione e controllo da parte degli enti preposti sul randagismo. A dimostrarlo dovrà essere lo stesso cittadino, magari provando che la Pubblica Amministrazione locale non hanno lavorato per prevenire e vigilare sul fenomeno.

Il compito di onere della prova da parte di chi ha subito l’attacco, però, negli ultimi anni, si è ridotto attraverso anche le sentenze della Corte di Cassazione.

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