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Investimenti e Finanza

Non è vero che il cliente ha sempre ragione: in quali casi ha torto?

Si tende sempre a pensare che il cliente ha sempre ragione, ma sarà davvero così? Ecco tutti i casi in cui il cliente ha sempre…torto!

cliente arrabbiato (canva-vostrisoldi.it)

Quando si ha un’attività a contatto con clienti, la regola che si tende a seguire è sempre la stessa da secoli: il cliente ha sempre ragione. Trattare male un cliente, anche quando questo a palesemente torto, è un qualcosa che è sempre stato visto di cattivo occhio. Per il commerciante dare torto ad un cliente significherebbe perdere denaro prezioso e per questo, di fronte alle più insopportabili richieste, si chiude un occhio e ci si prende la colpa di tutto.

Nella maggior parte dei casi, clienti insopportabili ed estremamente critici hanno spesso torto e il commerciante dovrebbe essere rassicurato sul fatto che non sta facendo nulla di male a tenere testa ad un cliente facendo valere i suoi diritti. Ma nella concretezza, quando il cliente ha torto? Scopriamolo insieme!

In questi casi il cliente ha  torto

cliente arrabbiato (canva-vostrisoldi.it)

Quando un commerciante si trova di fronte ad un cliente che ha torto? I casi sono molteplici e tutti accomunati da un approccio del cliente ingiustificatamente aggressivo e pretenzioso. Il cliente ha torto nei casi in cui lamenta la difettosità di un prodotto a lui già nota al momento dell’acquisto. In particolare quando conosceva il difetto o non poteva ignorarlo usando l’ordinaria diligenza, oppure quando il difetto dipende da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.

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Molto spesso di clienti arrabbiati e insoddisfatti ne sono pieni i ristoranti. Il motivo è semplice: per questi clienti è facile pensare che ogni lamentela e critica sarà accolta, e che per paura di una recensione negativa il commerciante sia pronto a sottostare a tutte le condizioni imposte dal cliente. In realtà la situazione è totalmente opposta. Gli unici casi in cui un cliente ha davvero ragione in un ristorante sono quando non c’è il listino dei prezzi o i piatti serviti, e i prezzi, non sono quelli indicati nel menù.

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Altro caso analogo è quello che riguarda i professionisti che devono sottostare ad indicazioni sbagliate dei clienti e che si rifiutano di pagare la parcella. In questo caso, come quello del ristorante, il cliente deve sempre pagare la prestazione anche se non completamente soddisfatto, soprattutto quando il lavoro è stato svolto con diligenza e professionalità. Infine, possiamo ricordare che, il cliente insoddisfatto che si accanisce su un commerciante lasciando recensioni negative che aggrediscono il commerciante, rappresentando così una mera offesa, sono punibili dalla legge per diffamazione.

Anna Antonucci