Reddito di cittadinanza, non è finita: cosa cambierà ancora

Per i percettori del Reddito di Cittadinanza l’entrata in vigore della nuova Legge di Bilancio per il 2023 potrebbe cambiare di nuovo la situazione. È una questione di calcoli.

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Ufficio (foto canva – vostrisoldi.it)

La misura definita misura bandiera del governo che fu guidato da Giuseppe Conte non è mai stata accettata dal centro-destra e il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni ha da subito inserito nella Legge di Bilancio per questo 2023 un primo radicale cambiamento proprio al Reddito di Cittadinanza che, questa la critica, non ha prodotto posti di lavoro per chi lo percepisce.

Ed è per questo che nella Manovra 2023 sono state inserite alcune clausole che riducono la platea di chi potrà continuare ad usufruire di questa forma di aiuto statale. Per tutti coloro che sono considerati non occupabili, per esempio chi si trova in una famiglia in cui sono presenti minori o disabili o anziani che hanno compiuto 60 anni, non cambierà nulla e le mensilità saranno comunque 12 con però in prospettiva nel 2024 una nuova forma di aiuto. Per chi invece è considerato occupabile, e che quindi non rientra in queste categorie di persone, ci sono novità importanti. Alcune riguardano le eventuali offerte di lavoro che non potranno essere più rifiutate o l’obbligo scolastico.

Come potrebbe cambiare ancora il Reddito di Cittadinanza

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Lavoro (foto canva – vostrisoldi.it)

Il Reddito di Cittadinanza è per molti nuclei familiari l’unico modo per arrivare alla fine del mese senza dover rinunciare anche ai beni essenziali. Ma, numeri alla mano, è rimasto un sussidio anche per chi invece avrebbe potuto poi trovare un lavoro con una remunerazione più adeguata e cospicua.

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Per mettere in moto tutte quelle persone che sono considerate quindi in grado di lavorare il Reddito di Cittadinanza è stato rivisto. La modifica più importante riguarda proprio le persone considerate occupabili. Quando è stato istituito, il Reddito di Cittadinanza prevedeva che si potesse accettare un’offerta di lavoro solo se questa era considerata congrua. Andando però a leggere il testo della Manovra 2023 questo termine non è più contemplato.

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Ma nei fatti si fa riferimento allo stesso decreto legge che ha istituito il Reddito di Cittadinanza quando si identificano i termini dell’offerta di lavoro. Questo significa che è probabile che parte dei soldi che in prospettiva si sarebbero dovuti risparmiare riducendo le possibilità di scelta dei percettori occupabili del Reddito non arriveranno e c’è quindi il rischio di ulteriori nuovi cambiamenti proprio per quello che riguarda le caratteristiche dell’offerta di lavoro che potrebbe, quantomeno, non essere più da tarare sulle esperienze e le competenze sviluppate dal percettore del Reddito.

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