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Attualità

Obbligo ristrutturazione secondo le direttive Ue: chi dovrà adeguare la propria abitazione

Le nuove direttive che arriveranno nei prossimi mesi da parte dell’Unione Europea riguardano l’obbligo di ristrutturazione degli edifici a fini di efficientamento energetico. Si tratta però di norme che rischiano di essere un salasso.

Classe energetica (foto canva – vostrisoldi.it)

Arriva da parte dell’Unione Europea una nuova serie di norme che riguardano le abitazioni. In particolare, gli organi di governo europei sono da tempo concentrati nel rendere i cittadini degli Stati membri più green e quindi ad avere meno emissioni di gas serra e un consumo energetico ridotto. Buona parte dei consumi avviene all’interno delle abitazioni ed è a queste legato.

Per questo motivo sta per essere introdotta a livello europeo una nuova normativa che obbligherà a effettuare lavori per l’efficientamento energetico e la riduzione della classe energetica degli edifici pubblici e privati. La classe energetica cui le direttive puntano è quella identificata dalla lettera E. C’è però un problema che riguarda più della metà dei proprietari di case in Italia.

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Calcolo risparmio energetico (foto canva – vostrisoldi.it)

Nella documentazione che deve accompagnare ogni compravendita di una abitazione o di altro edificio o immobile c’è adesso anche la certificazione energetica. Si tratta di una certificazione che viene rilasciata da un esperto in base a tutta una serie di parametri costruttivi dell’immobile in questione.

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Nel nostro Paese, dove una gran parte delle costruzioni hanno almeno 30 anni, c’è una grossa fetta di edifici, e quindi di case ma non solo, che si trovano nelle classi energetiche più alte ovvero la F e la G. Si tratta quindi di immobili altamente energivori e con una grande dispersione termica ed energetica. Le direttive europee vorrebbero che questi edifici, che al momento compongono circa il 60% di tutte le abitazioni presenti in Italia, venissero ristrutturate e passassero almeno alla classe energetica E entro il 2030.

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Si tratta quindi, per il governo, di trovare il modo per permettere ai cittadini italiani possessori di un immobile di riuscire a rientrare nella normativa europea che sta per essere approvata entro il prossimo mese di marzo. E il sistema dovrà essere calcolato al millimetro soprattutto perché nelle intenzioni dell’Unione Europea c’è quella di richiedere il passaggio alla categoria D entro il 2033 per arrivare poi al 2050 con edifici a zero emissioni.

Valeria Poropat