Partita iva, svelato il trucco per riuscire a pagare meno tasse

In Italia le partita iva sono più 500 mila. E queste si interrogano su come pagare meno tasse. Una soluzione c’è

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Partita Iva – Adobe – VostriSoldi.it

La pressione fiscale in Italia è la percentuale del Pil (Prodotto Interno Lordo) che viene utilizzata per finanziare le spese pubbliche. Nel 2020, la pressione fiscale in Italia è stata del 44,7%, il che significa che circa il 44,7% della ricchezza prodotta in Italia è stata utilizzata per finanziare le spese pubbliche. Le tasse sono alte in Italia a causa di una combinazione di fattori.

Uno dei principali fattori è la necessità di finanziare le spese pubbliche, tra cui le pensioni, la sanità e l’istruzione. Inoltre, ci sono anche molte spese inefficaci e sprechi nella spesa pubblica che contribuiscono alla necessità di tassare di più i cittadini. Infine, l’economia italiana ha anche affrontato sfide strutturali negli ultimi decenni, tra cui una crescita economica debole e un’alta pressione fiscale, che hanno ulteriormente aumentato la necessità di tassare i cittadini. Ma tra i contribuenti non si può dimenticare una grande frangia rappresentata dalle partita Iva. E proprio queste – che sono 501.491si interrogano su come pagare meno tasse.

Pagare meno tasse con la partita Iva

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Tasse – Adobe – VostriSoldi.it

Il complesso sistema fiscale italiano comprende migliaia di leggi e regolamenti, tra i quali ci sono molte opportunità che possono aiutare a risparmiare una parte del carico fiscale ogni anno. Tra i modi principali per pagare meno tasse, vi sono: l’opzione per il regime fiscale forfettario; il principio di inerenza, che permette di dedurre le spese correlate all’attività; l’utilizzo delle detrazioni fiscali riservate ai lavoratori dipendenti. Il regime fiscale forfettario è una novità che offre vantaggi significativi ai titolari di Partita Iva. Per il 2023, il limite massimo di ricavi per accedere a questo regime è stato aumentato fino a 85.000 euro.

I titolari di Partita Iva devono pagare diverse tasse a seconda del regime fiscale che hanno scelto. Il regime fiscale determina le tasse, le imposte e i contributi previdenziali che dovranno essere pagati durante l’anno. Attualmente, ci sono tre regimi fiscali disponibili: Il regime fiscale forfettario, quello semplificato,  e quello fiscale ordinario. In passato, alcune Partite Iva hanno aderito al regime fiscale dei minimi, che tuttavia è stato abrogato nel 2015. Il regime ordinario e quello semplificato richiedono il pagamento di diverse tasse e imposte, come l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche), l’IVA (imposta sul valore aggiunto) e l’IRAP (imposta regionale sulle attività produttive).

Il regime forfettario

Invece, il regime forfettario, introdotto dalla legge 190/2014, è un regime fiscale agevolato e conveniente, accessibile a tutti i titolari di Partita Iva con fatturato inferiore a 85.000 euro. Questo limite è stato aumentato da 65.000 euro a 85.000 euro con la Legge di Bilancio 2023. La caratteristica centrale del regime forfettario è la sua imposta unica.  Questa consiste in una tassa al tasso del 15% (ridotta al 5% nei primi 5 anni dall’apertura della Partita Iva). Questa tassa non viene applicata all’intero fatturato, bensì sulla base di una percentuale di redditività stabilita per ogni categoria professionale.

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Questa percentuale di redditività è il risultato dell’applicazione di un coefficiente di redditività ai ricavi realizzati, che determina la base imponibile sulla quale verranno calcolate l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali. La percentuale varia da un minimo del 40% ad un massimo del 78% per professioni come quelle scientifiche, tecniche, sanitarie, finanziarie ed assicurative.

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Il regime fiscale forfettario si caratterizza per la sua flat tax del 15%. Questa è ridotta al 5% durante i primi cinque anni di attività della Partita Iva. Invece di essere calcolata sul totale delle entrate, l’aliquota viene applicata sul coefficiente di redditività, che varia per ogni categoria professionale. Ogni codice Ateco è associato a un coefficiente di redditività.  Questa stabilisce la percentuale degli incassi che andrà a costituire la base imponibile sulla quale verranno calcolate l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali. Il coefficiente di redditività può variare dal 40% al 78%, a seconda del tipo di attività svolta. Ad esempio, con un fatturato di 30.000 euro, la base imponibile sul quale verrà applicata l’aliquota flat tax sarà pari a 23.400,00 euro (78% di 30.000 euro).

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