Comuni, volontà di aiutare le aziende: perché il Governo non lo permette

I comuni vorrebbero intervenire per aiutare le aziende, ma il Governo è contrario a questa iniziativa. Il motivo è sorprendente

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Il Superbonus è un incentivo fiscale introdotto dal governo italiano per promuovere la riqualificazione energetica degli edifici e la ristrutturazione sismica. Il Superbonus prevede la detrazione fiscale del 110% sulle spese sostenute per i lavori di riqualificazione energetica e sismica effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2022.

Questo aiuto è stato oggetto di diverse polemiche. Sia causa delle lunghe tempistiche previste per ottenere il rimborso e delle difficoltà burocratiche riscontrate dai contribuenti. Nonostante ciò, il Superbonus è stato un importante incentivo per la riqualificazione energetica degli edifici in Italia, con numerose famiglie e imprese che hanno deciso di effettuare i lavori di ristrutturazione per beneficiare dell’incentivo fiscale. E ora si è aperta una fase di polemiche…

I comuni vogliono acquistare i bonus: è polemica

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La scorsa settimana, la giunta di Viterbo ha approvato una delibera per l’acquisizione di crediti fiscali derivanti da incentivi nell’ambito edilizio. Questo ha reso il Comune il primo in Italia a compiere tale azione. Tuttavia, due giorni dopo, il decreto d’urgenza del Governo Meloni ha imposto l’arresto dell’acquisizione dei crediti da parte dei Comuni.

Nonostante ciò, la sindaca Frontini non intende arrendersi. Ieri, durante una conferenza stampa, ha annunciato che continuerà con l’acquisizione. Con lei c’erano gli assessori Emanuele Aronne e Katia Scardozzi, i consiglieri Ciorba, Nunzi e Bruzziches, mentre rappresentanti di diverse aziende e lavoratori del settore edilizio erano presenti in sala.

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L’amministrazione comunale di Viterbo, che desiderava acquistare vecchi crediti e consentire alle aziende di sopravvivere attraverso il Superbonus, è stata bloccata dallo stop del governo sulla cessione dei crediti. Nonostante ciò, la sindaca Chiara Frontini non si è arresa. Per giustificare le sue intenzioni, ha ripreso una dichiarazione della premier Giorgia Meloni: “Il governo non permette alla pubblica amministrazione, ovvero la regione e il comune, di acquistare i crediti del Superbonus. Hanno creato una moneta parallela che potrebbe avere un impatto devastante sui bilanci pubblici”.

Viterbo contro la decisione del Governo

Il primo cittadino non è stato in grado di comprendere il significato di tale affermazione, in particolare l’uso della terza persona plurale. Forse non sono i comuni a causare tale problematica. La sindaca Frontini sostiene che l’acquisto di crediti fiscali da parte dei comuni potrebbe consentire loro di risparmiare sulla spesa corrente, mentre se i crediti fossero acquistati da privati o banche, sarebbero loro a beneficiare del risparmio.

Secondo la sindaca, se i comuni acquistassero i crediti, le banche potrebbero liberarsi di quelli esistenti e acquistarne altri, fornendo liquidità alle aziende senza aumentare il debito statale, che già esiste grazie all’emissione di crediti fiscali. Altrimenti, le aziende in difficoltà potrebbero vendere i propri crediti a soggetti che li userebbero per pagare le tasse, lucrando sui bisogni delle aziende che non hanno le risorse per farlo da sole.

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La sindaca Frontini ha spiegato che il comune di Viterbo desidera acquistare crediti fiscali esistenti per dare alle aziende in difficoltà la liquidità necessaria per sopravvivere. Tuttavia, il governo ha fermato la cessione dei crediti, sostenendo che questa pratica creerebbe una moneta parallela e potrebbe causare problemi nei bilanci pubblici. Frontini non è d’accordo con questa affermazione e sostiene che l’acquisto dei crediti fiscali da parte dei comuni potrebbe risparmiare sulla spesa corrente, senza aumentare il debito dello stato. Inoltre, se i comuni non acquisteranno questi crediti, verranno acquistati da privati o banche, che li useranno per pagare le tasse, lucrando sulle aziende in difficoltà. Frontini auspica quindi che il governo riconsideri la sua posizione e prenda in considerazione la proposta del comune di Viterbo.

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