Partono i controlli sui conti correnti: chi sarà preso di mira e perché

Possedere dei conti correnti potrebbe risultare oggetto di nuovi controlli da parte del fisco. Ecco come si finisce nel mirino di Agenzia delle Entrate

controlli agenzia delle entrate quando scattano
Denaro (foto canva – vostrisoldi.it)

Con il moltiplicarsi delle occasioni per effettuare acquisti online è aumentato anche il numero di cittadini che possiedono uno o più conti correnti. Si tratta di strumenti con cui gestire il proprio denaro che risultano ormai in pratica indispensabili. Per ricevere, per esempio, il proprio stipendio oppure la pensione avere un conto corrente, in banca o alla Posta che sia, è la norma. Come pure aumenta il numero di coloro i quali oltre al conto corrente attivano anche una carta prepagata.

Ma ci sono in questo modo anche molte più occasioni da parte degli organi preposti al controllo di verificare se effettivamente ciò che è presente sul tuo conto corrente corrisponde, per esempio, a quello che hai dichiarato come tasse. I modi per pizzicare quindi i furbetti che evadono in tutto o in parte le tasse dovute allo Stato si stanno affinando. Ecco cosa va a guardare il fisco adesso.

Controlli sui conti correnti, questa situazione fa scattare l’allarme

quando il fisco ti becca che evadi
Controlli sui conti correnti (foto canva – vostrisoldi.it)

Prima di passare in rassegna i nuovi metodi con cui Agenzia delle Entrate, quindi il fisco, controlla i conti correnti vale la pena sottolineare che i cittadini e le cittadine onesti non hanno nulla di cui preoccuparsi. Se si dichiara il giusto in base a ciò che si guadagna senza omettere nulla non ci saranno controlli né tanto meno procedure da parte di Agenzia delle Entrate.

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Diverso è il caso in cui, incrociando per esempio i dati del cosiddetto risparmiometro, dovessero emergere delle anomalie. Il risparmiometro non è altro che un algoritmo che permette di mettere a confronto le cifre presenti sotto forma di risparmio su un conto corrente e ciò che il contribuente sottoposto a verifica dichiara come tasse.

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Basta uno scostamento rispetto a ciò che ci si aspetta del 20% perché i controlli sui conti correnti diventino più approfonditi. Un’altra attività che porta a controlli sui conti correnti, perché potrebbe presupporre lavoro in nero e quindi evasione, è quando si versano somme sul proprio conto ma poi non si effettua nessun prelievo.

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