Si può essere licenziati tramite WhatsApp? La risposta che non ti aspetti

Si è sentito parlare di dipendenti licenziati con un semplice messaggio ricevuto su WhatsApp: questo provvedimento è legittimo? La risposta.

I nuovi mezzi tecnologici hanno rivoluzionato anche il mondo del lavoro. Basti pensare alla larga diffusione di macchinari con tecnologie sempre più avanzate per lo svolgimento di determinate attività o lo Smart working, il lavoro da remoto attraverso computer o dispositivi mobili.

Lavoratore licenziato WhatsApp si può
WhatsApp (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Un cambiamento radicale che ha portato modifiche anche relativamente alle comunicazioni o ai provvedimenti che, da qualche anno, vengono inviati sempre più spesso via e-mail o tramite applicazioni di messaggistica istantanea. Questi hanno riguardato anche i licenziamenti ed in molti si chiedono se questa procedura sia contro la legge.

Licenziamento WhatsApp è valido? Cosa prevede la legge italiana

Negli ultimi anni l’utilizzo di WhatsApp, applicazione di messaggistica istantanea nota in tutto il mondo e tra le più scaricate in assoluto, si è esteso anche al mondo del lavoro. Gruppi di lavoro, invio di documenti o messaggi con direttive sono ormai all’ordine del giorno per molti. Recentemente, però, si è parlato di alcuni dipendenti licenziati dai datori di lavoro proprio attraverso l’applicazione, appartenente dal 2014 al gruppo Meta, proprietario di Facebook ed Instagram per la quale sono in arrivo numerose novità.

Legge licenziamento WhatsApp
Tribunale (Foto da Canva) – Vostrisoldi.it

Ma un licenziamento con queste modalità rispetta la legge? In linea generale, sarebbe legittimo. Questo perché il provvedimento, come stabilito dalla legge n. 604/1966, deve essere inoltrato in forma scritta al lavoratore. Non è, però, indicato, analizzano i colleghi de Laleggepertutti.it, quale debba essere il mezzo scritto, ma bisogna avere prova che questo sia stato ricevuto in modo da non essere contestato.

Essendo, dunque, WhatsApp, considerata una “forma scritta” può essere legittima a patto che si riesca a dimostrarne l’avvenuta ricezione, come ad esempio la risposta al messaggio o una contestazione del licenziamento, anche in via legale. Prova a carico del datore di lavoro. Non costituiscono una prova, le spunte blu dell’applicazione che di solito indicano che il mittente abbia letto il messaggio. Alcune recenti sentenze hanno confermato questa direzione dichiarando valido il provvedimento attraverso l’applicazione.

In un caso, però, è sempre inefficace: quando si tratta di un licenziamento collettivo che deve rispettare determinate procedure, stabilite dalla legge 223 del 1991.

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