I prezzi continuano a salire e anche le piccole abitudini quotidiane iniziano a risentirne: un nuovo rincaro colpisce il mondo del tabacco.
Un altro scontrino più pesante. Entri in tabaccheria, chiedi il solito, ma il prezzo ha già fatto un passo avanti. È il quinto dall’inizio dell’anno. E non riguarda solo chi fuma una sigaretta al volo: stavolta la stretta morde anche i sigari, con effetti immediati sul portafoglio e sulle abitudini di molti.

Hanno annunciato l’aumento il 6 maggio. Arriva in scia alla Legge di bilancio 2026 e alle tabelle dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: quinta ondata di rincari nel 2026. La media è di 20 centesimi in più a pacchetto. La forbice varia da 10 a 50 centesimi. Le tabaccherie lo sanno bene: cambiano i cartellini, cambiano le routine, cambia anche l’umore di chi entra e paga.
Le nuove accise si fanno sentire soprattutto su alcuni marchi. I Corset segnano l’aumento più netto: le varianti Pink, Lilas e Marine costano ora 5,70 euro. Anche The King finisce nel mirino: le confezioni White e Blue passano a 5,30 euro, la Storm arriva a 5,40, 10 centesimi in più a confezione.
Sul piano tecnico, l’incremento dichiarato è di 10 euro al chilo per i Corset. Per The King l’aggravio indicato è di 5 euro al chilo. Sono valori presenti nei listini ufficiali, aggiornati a inizio settimana. Non cambiano la vita da soli, ma si sommano. E il conto di fine mese si vede.
Le tabelle prevedono ulteriori ritocchi entro il 2028. Chi compra un pacchetto al giorno fa presto a notare la differenza: 20 centesimi oggi, 20 domani, alla fine dell’anno vale più di un weekend fuori porta.
La vera stangata tocca i sigari. Gli aumenti non sono simbolici. Colpiscono marchi riconoscibili, spesso legati a un rito più lento. Le Davidoff ora costano 6,80 euro. L’Antico Sigaro Nostrano del Brenta supera la soglia psicologica: 13,50 euro. Anche nomi noti come Zino, Plasencia e Camacho seguono la scia dei rincari. Chi ama il sigaro lo capisce al primo scontrino.
Il contesto è quello di una politica fiscale che punta a riequilibrare gettito e consumi. Le autorità parlano di armonizzazione e di un allineamento progressivo delle accise sul tabacco. Nella pratica quotidiana, però, la percezione è diversa.
I dati ufficiali confermano che si tratta del quinto aumento del 2026. Gli incrementi variano in base al prodotto e al marchio, e le differenze tra gli scaglioni — spesso espresse per chilogrammo — non sono sempre immediate da comprendere per chi acquista al dettaglio.





