Badanti e colf, data da ricordare 18 gennaio: cambierà tutto negli stipendi

Dal 18 gennaio cambiano le  regole per gli stipendi di badanti e colf. Che cosa cambierà per questa categoria di lavoratori.

Badanti e colf, aumenta lo stipendio
Badanti (Foto Canva – Vostrisoldi.it)

Come preannunciato già nelle scorse settimane, a partire dal 18 gennaio gli stipendi di colf e badanti potrebbero subire un aumento per adeguarsi all’inflazione attuale, misurata dall’ISTAT all’11,8% a novembre. La data del 18 gennaio è centrale perché segna l’ultimo incontro della Commissione per definire e strutturare le modalità di variazione degli importi in busta paga.

L’adeguamento dello stipendio, previsto dal contratto collettivo della categoria, non avviene in automatico. Una Commissione formata dalle parti datoriali e sindacali viene convocata dal ministero del Lavoro per definire l’aggiornamento delle retribuzioni, che potrebbe non verificarsi nel caso in cui tra i lavoratori domestici e i datori di lavoro venga stipulato un accordo migliore per le parti.

Aumento dello stipendio per colf e badanti: cosa potrebbe succedere

Badanti e colf, aumenta lo stipendio per inflazione
Colf (Foto Canva – Vostrisoldi.it)

Novità per quanto riguarda gli stipendi di colf e badanti. L’aumento dell’inflazione ha portato infatti alla necessità di aumentare anche gli stipendi, laddove sia previsto dal contratto collettivo. Se le contrattazioni in programma il 18 gennaio dovessero andare a buon fine è previsto un aumento delle retribuzione minime di quasi il 10%.

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Ciò si tradurrebbe in una spesa per i datori di circa 130 euro in più ogni mese. Per fare un esempio, per una badante convivente la paga minima attuale è pari 1.026,34 euro al mese, che passerebbero quindi a 1.120,76 euro mensili. Questo potrebbe costituire un problema per quelle persone che hanno assunto badanti e colf a paga minima, soprattutto pensionati. Su di loro questo aumento potrebbe essere particolarmente gravoso, considerando che le pensioni non prevedono aumenti.

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D’altronde il costo della vita è aumentato in maniera esponenziale e giustamente gli stipendi, dove possibile, devono essere adeguati al caro prezzi. Per queste ragioni, Andrea Zini, presidente dell’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico e vicepresidente della Federazione italiana degli stessi, ha espresso la necessità di modificare i tempi d’adeguamento alla paga contrattuale, che comunque non può essere messa in discussione.

La proposta avanzata è quella di una diluizione degli aumenti così da permettere soprattutto ai pensionati di poterlo sostenere più agevolmente. Essenziale sarebbe anche un’azione del Governo con un meccanismo di ritorno sulle pensioni oppure sulle tassazioni, per aiutare le famiglie italiane a far fronte a questa spesa.

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