Agenzia delle Entrate, se ricevi quest’e-mail non fidarti: il testo incriminato

Se hai ricevuto un’email dall’Agenzia delle Entrate stai attento, si tratta molto probabilmente di una truffa. Ecco come smascherarla e cosa fare quando ci arriva.

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email dall’agenzia dell’entrate? attento è una truffa (canva-vostrisoldi.it)

Nell’ultimo periodo è incrementato il numero di truffe ai danni dei cittadini. Spesso queste si celano dietro l’invio di comunicazioni istituzionali con l’intento di ingannare la vittima di turno invitandola a cliccare un link presente nel messaggio. Spesso questo tipo di messaggi, che possono essere inviati sia tramite email che sms, hanno lo scopo di estorcere delle informazioni personali come dati di accesso a conti, password di account etc.

L’ultima trovata di questi gruppi criminali è quella di spacciarsi per l’Agenzia delle Entrate attraverso l’invio di una semplice email. Come capire però che si tratta di un falso e che non sia una comunicazione ufficiale? Ecco a quali dettagli bisogna prestare attenzione.

Agenzia delle Entrate è al centro della nuova truffa

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messaggio istituzionale? No si tratta di una truffa (canva-vostrisoldi.it)

Se ti è arrivata un’email dall’Agenzia delle Entrate, o da un mittente che si identifica come tale, potresti essere anche tu vittima di una truffa. Identificare se si tratta di un falso o no è possibile, ma bisogna analizzare bene il testo parola per parola. Prima di studiare il testo identico che è stato inviato a migliaia di utenti, è importante capire che si tratta del fenomeno chiamato Phishing. Si tratta di una truffa che ha lo scopo di estorcere informazioni adescando l’utente con una comunicazione urgente e che necessita di essere risolta cliccando un qualche link presente nel messaggio.

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Spesso l’urgenza riguarda conti corrente bloccati, carta di credito o altri documenti scaduti, allarme per accessi virtuali potenzialmente pericolosi e chi più ne ha più ne metta. In questo preciso caso si tratta di un messaggio con oggetto “Commissione di osservanza sul Registro tributario”. Il mittente ha un’email abbastanza criptica ed è già questo il segnale che qualcosa non va. Il destinatario viene messo in allarme poiché l’Agenzia delle entrate ha riscontrato delle incoerenze nelle dichiarazioni e per questo provvederà con una sanzione a punire il destinatario.

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Poi invita lo stesso a cliccare su un link per scaricare la documentazione. Passiamo poi al testo che presenta innumerevoli errori grammaticali e diciture non utilizzate dall’ente in questione, come un Gentile Cliente al posto del Gentile Contribuente utilizzato dall’Agenzia. È bene ricordare che gli enti pubblici e banche comunicano di rado attraverso email e se lo fanno questa viene inviata tramite pec, inoltre,e non includono mai nel proprio testo un link cliccabile.

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