Stop alle cartelle esattoriali, ma i pignoramenti non sono finiti: saranno più veloci e rigidi

Con la riforma del fisco e la cosiddetta pace fiscale si è dato il via allo stop delle cartelle esattoriali, ma è bene sapere che i pignoramenti non sono sospesi, anzi i provvedimenti saranno ancora più rigidi.

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Stop alle cartelle esattoriali (canva-vostrisoldi.it)

La riforma del fisco 2023 ha previsto numerose misure di tregua fiscale, come la rottamazione delle cartelle esattoriali, agevolazioni per la risoluzione di contenziosi tributari e molto altro. Quella che però cambia è anche la procedura di pignoramento, ancora più rigida e che permette di ridurre i tempi di riscossione.

Le ipoteche e i pignoramenti su conti correnti e beni saranno ancora a disposizione dello stato per risolvere le cartelle e iscrizioni a ruolo, velocizzando i termini e passaggi attualmente previsti per la riscossione dei debiti. In questo modo i debitori avranno molto meno tempo per agire. Vediamo di cosa si tratta nel dettaglio.

Cartelle esattoriali e pignoramenti a seguito della riforma del fisco 2023

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cartelle esattoriali, arriva lo stop (canva-vostrisoldi.it)

Attualmente il provvedimento di pignoramento prevede numerose fasi che con la nuova riforma del fisco verranno ridotti. Normalmente quando si avvia tale provvedimento il primo passaggio è l’accertamento e l’avviso di pagamento da parte del creditore, seguito dalla formazione del ruolo e consegna all’Agente per la riscossione. Esauriti questi passaggi si procede alla notifica delle cartelle da parte dell’esattore al contribuente. Infine, si passa all’avvio del pignoramento stesso.

Queste fasi sono numerose e molte lunghe e per questo la riforma ha concentrato l’attenzione sulla riduzione delle stesse, eliminando l’accertamento e l’avviso di pagamento e passando direttamente alla notifica degli accertamenti. Il motivo è che spesso durante queste prime fasi il debitore riesce spesso ad evitare il pagamento ricercando cavilli o attendendo la prescrizione del debito, oggi prolungata per tutelare i creditori.

Quello che cambierà sarà la sospensione dell’invio della cartella esattoriale e l’invio dell’accertamento esecutivo. In questo modo il debitore sarà costretto a saldare la sua posizione fiscale accedendo a pagamenti agevolati fino a 10 anni con 120 rate. L’intenzione, quindi, è proprio quella di promuovere il sollecito al pagamento del debito e non procedere con il pignoramento.

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