Tariffa bioraria energia elettrica, conviene davvero?

A partire da giovedì 1 luglio in Italia scatterà una piccola rivoluzione per quel che riguarda le utenze di energia elettrica delle famiglie che ancora hanno un contratto sul cosiddetto “mercato tutelato“. Questa famiglie negli ultimi mesi hanno già ricevuto più volte nelle bollette la comunicazione relativa, anche per loro, all’introduzione della tariffa bioraria che permette di pagare meno la luce nei festivi, il sabato e la domenica, nonché nelle fasce serali dei giorni feriali. Pur tuttavia, non è tutto oro quello che luccica visto che, secondo quanto sostiene il CTCU, Centro Tutela Consumatori Utenti, su questa piccola rivoluzione ci sono ancora tanti “misteri” e tanti punti oscuri.
Di conseguenza con un comunicato ufficiale l’Associazione ha reso noto che a breve provvederà a redigere e mettere a disposizione dei Consumatori un opuscolo finalizzato a fare chiarezza sul passaggio alla tariffa bioraria. Questo perché, tra l’altro, il CTCU bolla come carente ed “ingannevole” l’informazione sinora data al riguardo dall’AEEG, l’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.
In merito, infatti, il Centro fa presente che non tutti i clienti che sono sul mercato tutelato passeranno alla bioraria, ma solo quelli che hanno il contatore non solo elettronico, ma anche telegestito. Ebbene, una famiglia per capire se il proprio contatore della luce elettronico sia anche telegestito deve necessariamente contattare il fornitore visto che tale informazione sulle bollette non è presente.
Inoltre, non si deve parlare per il mercato tutelato di bioraria, ma di tariffe biorarie. Il Centro Tutela Consumatori Utenti, infatti, rende noto che ci sono due biorarie: quella cosiddetta “transitoria”, che scatta in automatico, e quella “a richiesta” che potrà essere applicata a seguito di una specifica istanza presentata dall’utente dell’energia elettrica. Per questo il CTCU per il momento non può che constatare come “la confusione regni sovrana“.
Immagine tratta da: mammaterra.blogspot.com
Fonte | CTCU
















