Nel nostro Paese c’è metà delle famiglie che, per effetto di un lavoro regolare, e dei relativi aumenti contrattuali, ha leggermente recuperato potere d’acquisto in base all’andamento dell’inflazione degli ultimi mesi; ma c’è anche un altro 50% di famiglie italiane che il potere d’acquisto, invece, l’ha perso sia per effetto della cassa integrazione, sia a causa della perdita del posto di lavoro. A mettere in evidenza questa situazione è il Segretario Generale Adiconsum, Paolo Landi, sottolineando come l’inflazione rimanga nel segno della recessione, e come sia necessario, tra l’altro, un controllo delle tariffe per quel che riguarda i trasporti.
L’Unirec, Unione Nazionale delle Imprese di recupero, gestione e informazione del credito, e l’Associazione Adiconsum, hanno costituito in materia di recupero crediti un Ente Bilaterale finalizzato al perseguimento di tutta una serie di obiettivi che, tra l’altro, puntano ad evitare ogni abuso a carico delle famiglie consumatrici. L’Ente Bilaterale, denominato “Ebitec“, mira tra l’altro a mettere ordine ed a fare chiarezza sulla corretta gestione dell’attività di recupero dei crediti: dagli avvisi e lettere di messa in mora e passando per le telefonate e le visite domiciliari.
Con “Basilea 2″ il sistema delle piccole e medie imprese, a causa di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito, ha subito delle forti penalizzazioni. A metterlo in evidenza nei giorni scorsi, nel corso di una Audizione presso la Commissione Finanze della Camera, sono state le Confederazioni delle piccole e medie imprese, ed in particolare le Associazioni di Categoria Cna, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e Casartigiani, le quali con un testo congiunto hanno posto l’accento sulla necessità di venire incontro alle esigenze finanziarie delle Pmi attraverso una condivisione del rischio di credito integrando gli strumenti di mercato con i sistemi di garanzia.
Nonostante la fase peggiore della crisi sia alle spalle, le banche quando si tratta di concedere dei prestiti continuano a non mettere mano al portafoglio come si dovrebbe. Nel secondo semestre dello scorso anno, prendendo a riferimento il sistema delle piccole e medie imprese in tutta Europa, ben il 42% delle Pmi ha lamentato difficoltà nell’accesso ai prestiti bancari. Questo è quanto emerge da un’ultimissima indagine a cura della Banca centrale europea; il dato non è incoraggiante se si considera che nel primo semestre 2009 la percentuale di Pmi che rilevavano difficoltà nell’accesso al credito si era attestata al 43%.
Il Gruppo Cariparma FriulAdria e la Coldiretti hanno annunciato un importante accordo a sostegno delle imprese agricole per quel che riguarda sia la produzione di energie alternative dalle fonti rinnovabili, sia per promuovere l’attività della vendita diretta, ovverosia quella cosiddetta “a chilometri zero” che, allo stesso modo, è orientata all’abbattimento delle emissioni visto che nel passaggio dal campo alla tavola i prodotto agroalimentari percorrono distanze brevissime rispetto alle tonnellate di petrolio bruciate per far arrivare dall’estero i prodotti importati.
A valere sul triennio 2009-2011 è ufficialmente entrata in vigore una misura dell’attuale Governo in carica a sostegno della natalità. Non trattasi del caro, vecchio, e per certi versi compianto, bonus bebè, ma di un prestito grazie al Fondo di credito per i nuovi nati che permette, attraverso le banche aderenti, di accedere ad un finanziamento fino a massimi 5.000 euro, restituibili in cinque anni, ad un tasso scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche per i prestiti alle famiglie.
Alla data del 31 dicembre scorso, grazie alla moratoria su debiti delle PMI, sono stati sospesi leasing, mutui e finanziamenti contratti dalla piccole e medie imprese con il sistema bancario per complessivi sette miliardi di euro circa. A darne notizia è il Mef, Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha fornito un nuovo aggiornamento mensile sulla moratoria sui debiti delle PMI partita nei mesi scorsi a seguito di un accordo siglato dal Ministero con l’Abi, Associazione Bancaria Italiana, e le Associazioni delle imprese.
Nei primi sei mesi del 2009 il sistema italiano dei 191 Confidi artigiani ha erogato garanzie su finanziamenti alle piccole e medie imprese per quasi 3,6 miliardi di euro. Il dato emerge dall’indagine, giunta alla tredicesima edizione, a cura della Fedart Fidi, dopo che nel 2008 oltre 700 mila tra piccole imprese ed artigiani hanno ottenuto finanziamenti garantiti per quasi 6,3 miliardi di euro, con un trend crescente rispetto ai quasi 6,1 miliardi di euro erogati nell’anno precedente. Questo, secondo quanto mette in evidenza la Confartigianato, conferma come i Confidi per le PMI fungano da vero e proprio ammortizzatore della crisi.
Per quanto riguarda le strutture ricettive del nostro Paese, la penetrazione della tecnologia è diseguale e non uniforme. Un ricerca relativa al grado di competitività delle piccole e medie imprese del turismo italiane, presentata nel corso dell’Assemblea elettiva di Asshotel, mette infatti in evidenza come nel nostro Paese gli alberghi a 3 ed a 4 stelle viaggino “a tutto Internet” con un tasso di penetrazione e di utilizzo dei sistemi informatici superiore all’85%, mentre per gli alberghi ad 1 ed a 2 stelle c’è addirittura un 42% di strutture privo di connessione alla Rete, ed un 48% del campione interpellato che non ne fa utilizzo.
Le famiglie italiane con nuovi nati, o con adozioni, a valere sul triennio 2009-2011, possono accedere ad una misura già annunciata negli scorsi mesi a sostegno della natalità. Trattasi, in particolare, del “prestito bebè”, ovverosia un prestito agevolato, promosso attraverso il Fondo di credito per i nuovi nati istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da parte del Dipartimento per le politiche della Famiglia. Le famiglie aventi i requisiti possono così ottenere un prestito agevolato fino alla somma di 5.000 euro che poi potranno essere restituiti nell’arco di cinque anni.
Nel nostro Paese la qualità del credito peggiora al punto che le sofferenze bancarie si attestano sui massimi dal 1998; ad affermarlo è stata la Banca d’Italia con il suo Bollettino economico, sottolineando in particolare come il deterioramento più marcato per i prestiti concessi dalle banche si registri nell’imprenditoria legata ai settori delle costruzioni e del manifatturiero. Di fronte a questi dati la Confesercenti ha fatto presente, con preoccupazione, che il nostro Paese è sostanzialmente fermo, e che di conseguenza aumentano i timori relativi ad un 2010 nel corso del quale l’Italia rischia di non uscire presto e bene dalla congiuntura sfavorevole.
Dopo le 46 mila domande rilevate nello scorso mese di ottobre, alla fine di novembre 2009 erano salite a quota 84 mila le domande relative alla richiesta di sospensione delle rate dei mutui, dei finanziamenti e dei leasing, da parte delle piccole e medie imprese, nell’ambito dell’avviso comune sulla moratoria del debito. A darne notizia è l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, precisando che al 30 novembre del 2009 le domande presentate ammontavano, per la precisione, a 84.298 a fronte di richieste di moratoria per finanziamenti in essere pari a complessivi 27,5 miliardi di euro.
Lo scorso anno in Italia le famiglie presentavano un indebitamento medio pari a 21.270 euro per nucleo familiare; a ricavare questo dato è stata la CGIA di Mestre, la quale ha constatato, in particolare, come nello scorso anno l’indebitamento delle famiglie italiane sia aumentato, ma nello stesso tempo i cittadini del nostro Paese non sono di certo i più indebitati d’Europa. A fronte infatti dei 21.270 euro medi di indebitamento di una famiglia italiana, in Germania una famiglia, sempre l’anno scorso, presentava un indebitamento pari a ben 37.785 euro.
Dal 2010 sono entrate in vigore nuove regole sulla trasparenza bancaria, e tra queste c’è quella relativa all’estratto conto semplice, che non è altro che un documento che arriva al termine dell’anno solare, e che indica in maniera chiara e confrontabile tutti costi sostenuti. Il documento relativo al riepilogo delle spese sostenute, in accordo con quanto tra l’altro mette in evidenza l’Associazione Altroconsumo, arriverà al correntista assieme al “classico” estratto conto di fine anno.