In Italia a conti fatti tutti possono fallire tranne gli istituti di credito. A sostenerlo è la Federconsumatori in scia al fatto che le banche per riprendersi dalle difficoltà sfruttano l’arma di mettere sul lastrico i propri correntisti taglieggiandoli offrendo prestiti a tassi elevati oppure “strozzandoli” negando, specie alle imprese, ma anche a tantissime famiglie, l’accesso al credito.
In linea con le attese, la Banca Centrale Europea in data odierna ha annunciato l’ennesimo ritocco al ribasso dei tassi di interesse di riferimento, portandoli dall’1,25% all’1%. Trattasi del nuovo minimo storico da quando in Europa è la BCE a stabilire periodicamente i livelli del costo del denaro; il taglio ai tassi odierno potrebbe tra l’altro essere l’ultimo in vista della ripresa dell’economia attesa nel 2010.
L’euribor ha toccato nuovi minimi storici, così come sono ai minimi storici i tassi di interesse della Banca Centrale Europea, all’1,25%, che nel breve periodo appaiono destinati a scendere ulteriormente. Ma quali sono i vantaggi che ne derivano per i consumatori ed in particolare per coloro che hanno in corso o devono stipulare mutui e prestiti a tasso variabile?
La crisi finanziaria internazionale, che ha colpito al cuore il sistema bancario in tutto il mondo, impone l’adozione di nuovi modelli, maggiore trasparenza e norme chiare che rendano quanto più limpido possibile l’operato degli istituti di credito. Il nostro Paese è sicuramente meno soggetto alla crisi del comparto bancario rispetto a nazioni come gli USA e la Gran Bretagna.
La decisione di ieri della Banca Centrale Europea di abbassare ulteriormente i tassi di interesse, dal 2,5% al 2%, è sulla carta una buona notizia per le famiglie che al momento si trovano a pagare le rate di un mutuo a tasso variabile. Ma il condizionale è d’obbligo, visto che ora tocca agli istituti di credito trasferire immediatamente tale riduzione sulle prossime rate mensili a carico delle famiglie.
In Italia, a causa delle difficoltà sia di chi vive in affitto, sia di chi ha acquistato la casa con un mutuo, andrebbero bloccati non solo gli sfratti, ma anche le esecuzioni immobiliari. A sostenerlo è il Codacons che, tra l’altro, tra le proposte formulate individua quella relativa all’aumento delle detrazioni fiscali fino a 5.000 euro per quanto riguarda la prima casa.
La BCE da qualche mese ha finalmente abbassato i tassi di interesse, innescando di conseguenza il calo dell’euribor, il tasso di riferimento con cui vengono indicizzati i mutui a tasso variabile. Purtroppo, però, secondo quanto sostiene il Centro Tutela Consumatori Utenti, non si vedono benefici in merito alla riduzione delle rate mensili dei mutui a tasso variabile.
In Italia, nei primi sei mesi del 2008, il deficit delle pubbliche amministrazioni è quasi raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2007. A rilevarlo è l’ISTAT, Istituto Nazionale di Statistica, precisando che l’indebitamento nel periodo è balzato al 2,6% del Prodotto Interno Lordo rispetto al valore di 1,5% segnato nei primi sei mesi del 2007.
Il Gruppo Unicredit Banca ha lanciato sul mercato dei mutui un nuovo prodotto, denominato “Mutuo GrandPrix2007″, che offre la possibilità di ottenere un finanziamento per la prima o la seconda casa con un tasso a “spread zero” per tutti coloro che sottoscriveranno il mutuo entro il 31 marzo del 2007.
Il rialzo ulteriore dei mutui immobiliari di un quarto di punto dei tassi di interesse, al 3,75 %, da parte della BCE sarà una vera e propria stangata per centinaia di migliaia di famiglie che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell’acquisto della casa per abitarci, ed hanno visto, nei mesi precedenti, aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro fino a 163 euro l’anno, per un mutuo di 100.000 euro.