La città di Roma detiene il record nel Vecchio Continente dei parcheggiatori abusivi. A farlo presente è il Codacons che in merito ha provveduto a monitorare con un’indagine tale fenomeno nella Capitale, e che sottolinea come oramai i parcheggiatori abusivi nel Comune di Roma si trovino ovunque, dal Centro alla periferia e fino ad arrivare al litorale. Il parcheggiatore abusivo, in particolare, sbuca fuori dal nulla ogni volta che c’è in una certa zona un concerto, una manifestazione o un evento di qualsiasi tipo, e pretende denaro per un servizio che non è dato capire.
Quello relativo alla pubblicità ingannevole in Italia è un fenomeno in crescita, con un cittadino su tre che ne è vittima. A denunciarlo, lanciando l’allarme, è il Codacons che, in particolare, sottolinea come nel nostro Paese il fenomeno si stia ingigantendo sempre di più rispetto agli anni passati. Solo nel 2009, non a caso, sono state oltre 2.700 le segnalazioni che in materia di pubblicità ingannevole sono state inoltrate all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (Antitrust); l’Agcm, nella sua relazione annuale, infatti, ha fatto presente come le segnalazioni nell’arco di dodici mesi siano arrivate a quota 2.781 rispetto alle 1.591 dell’anno precedente.
Riguardo all’abuso di alcol, specie tra i giovani, il Ministero della Salute e le Regioni in data odierna hanno diffuso alcuni dati che impongono una profonda riflessione visto che sono troppi nel nostro Paese i decessi causati direttamente e indirettamente dall’alcol. Secondo il Codacons, uno dei problemi da risolvere è quello relativo ai controlli ed al conseguente divieto di vendita di bevande alcoliche ai giovanissimi. Purtroppo secondo l’Associazione nei locali del nostro Paese regna l’anarchia più assoluta, ragion per cui occorre mettere in atto un vero e proprio giro di vite.
In Italia tra scommesse online e nelle agenzie, Superenalotto, Win for Life e Lotto le opportunità per gli italiani al fine di giocare e tentare la fortuna non mancano. Oltre ai giochi citati ci sono anche le cosiddette lotterie istantanee, ovverosia i “Gratta e vinci” che, in base a quanto sottolinea il Codacons, rappresentano in tutto e per tutto un gioco d’azzardo; come diretta conseguenza, la loro vendita, attraverso bar, tabaccherie, edicole e distributori automatici, è severamente e strettamente vietata ai minori di diciotto anni. Ma questo divieto viene effettivamente rispettato?
Nel nostro Paese per ogni 100 stanze o case affittate agli studenti universitari fuori sede, ben 95 sono “regolate” da un affitto rigorosamente in nero. A denunciarlo è il Codacons che in merito fa presente come questa “prassi” sia diffusa a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale; a cambiare da una città all’altra è solo il prezzo richiesto agli studenti universitari che molto spesso si devono imbattere in canoni proibitivi. Al riguardo, infatti, l’Associazione ha rilevato come in città come Roma e Milano per una stanza da affittare ad uno studente, in prossimità dell’Ateneo, i proprietari degli immobili chiedano fino a ben 800 euro al mese.
Ci sono Regioni del nostro Paese dove per prenotare e poi fruire di una visita specialistica, avvalendosi del Servizio Sanitario Nazionale, passano mesi, spesso anche anni; di contro, se invece nella stessa zona di residenza vogliamo fruire dello stesso servizio non attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, ma a pagamento, i tempi di attesa si riducono a 24-48 ore, e spesso anche il giorno stesso. Trattasi per la sanità italiana di un grave ed annoso problema che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione che non hanno risorse per potersi permettere una visita a pagamento; con la conseguenza che spesso i cittadini per non pagare rinunciano a curarsi.
La Legge prevede che i fondi rinvenienti dalle multe che l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato infligge per ostacoli alla concorrenza, pratiche commerciali scorrette, e chi più ne ha più ne metta, debbano andare a favore di iniziative a tutela dei cittadini e dei consumatori. Ma a quanto pare questi fondi, che dovrebbero essere erogati dal Ministero dell’Economia, non sono ancora arrivati; e dopo le accese proteste delle Associazioni dei Consumatori, a mobilitarsi sono ora anche le Province autonome e le Regioni, le quali hanno scritto al Ministro Tremonti affinché si provveda ad erogare alle organizzazioni a tutela degli utenti quello che spetta.
A partire da dopodomani, domenica 14 febbraio 2010, tutte le mattine e tutte le domeniche, durante la trasmissione dell’emittente Raiuno “Unomattina Weekend“, ci sarà un appuntamento/rubrica fisso con il Codacons che, a favore dei consumatori, fornirà consigli in materia di risparmio e di consumi anche al fine di evitare le brutte sorprese quando si acquistano beni e servizi. La rubrica all’interno del programma porta il nome de “I consigli dell’Avv. Rienzi”; sarà infatti proprio il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi, a fornire consigli utili ai consumatori con un linguaggio chiaro, trasparente e divertente al contrario di tanti programmi sul tema noiosi e dispersivi.
La visione dei film in 3D, con gli appositi e speciali occhialini, non sembra essere una pratica esente da rischi. Sulla vicenda, infatti, è nuovamente intervenuto il Codacons che, sul Blog del Presidente Carlo Rienzi, www.carlorienzi.it, sta raccogliendo le segnalazioni, a centinaia, da parte degli spettatori che dopo la visione dei film in 3D, tra cui anche Avatar, hanno denunciato malesseri che spaziano dal mal di testa alla nausea e passando per la stanchezza agli occhi. La recente denuncia sui rischi alla salute legati all’utilizzo degli occhiali 3D sta tra l’altro portando i Nas ad effettuare dei sequestri.
Da qualche tempo spopola nelle sale cinematografiche italiane la moda dei film in 3D, a partire dalla visione di Avatar, utilizzando degli occhiali speciali; ma questi tipi di occhiali sono conformi e sicuri per i telespettatori alla visione dei film “tridimensionali”? La domanda è d’obbligo visto che il Codacons ha provveduto ad inviare ai Nas una segnalazione riguardo proprio ai rischi per la salute dei telespettatori; non sono infatti mancati casi di nausea ed occhi stanchi da parte di chi ha visto il film con gli occhiali speciali.
I prezzi salgono ininterrottamente dal 2002 ad oggi. A ricordarlo è il Codacons in data odierna in concomitanza con il rilascio del Rapporto della Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane, che nello scorso mese di dicembre sono saliti. L’Associazione, nel mostrare compiacimento sul fatto che stiamo uscendo dalla crisi, anche se a ritmo lento, ha apertamente chiesto ai commercianti di spezzare la trafila di rincari che dura da anni iniziando ad abbassare i prezzi, e di stare sul mercato senza opporsi a proposte come quelle relative ai saldi liberi o alla diffusione del modello della vendita diretta portato avanti dagli agricoltori.
Da qualche giorno c’è gran fermento tra i lavoratori di Mediaset, ed in particolare di quelli che per conto dell’azienda prestano attività nei settori della sartoria, delle acconciature e del trucco. La società del Biscione, infatti, punta ad esternalizzare questi rami d’azienda, e di conseguenza i lavoratori temono ripercussioni a livello occupazionale. Ebbene, così come il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto sulla questione riguardante la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, lo stesso dovrebbe fare anche nei confronti di Mediaset.
In data odierna l’Istituto Nazionale di Statistica ha confermato quanto reso noto in via preliminare nei giorni scorsi: l’inflazione 2009 si è attestata in crescita dello 0,8% ma comunque su valori così bassi come non si vedevano da 50 anni. Il Codacons, nel commentare il dato definitivo dell’Istituto, ha sottolineato come lo scorso anno la contrazione dei consumi sia stata senza precedenti, e come nonostante tutto i prezzi dei generi alimentari, calati allo stesso modo in termini di quantità acquistate, siano invece cresciuti ben oltre il livello medio del carovita.
L’Istat, Istituto Nazionale di Statistica, ha reso noto in data odierna che nell’arco di un anno il potere d’acquisto delle famiglie in Italia è sceso dell’1,6%; il dato, di per se preoccupante, è un valore medio all’interno del quale occorre distinguere tra fasce di reddito e fasce sociali; questo perché il prezzo più caro della crisi lo hanno pagato non le famiglie ricche, ma quelle povere o comunque prossime alle soglia di povertà, includendo chiaramente anche i pensionati al minimo.