Chi può fruire in Italia del beneficio della carta acquisti, detta comunemente “social card“? Ebbene, nel rispetto di tutti gli altri requisiti, la social card può essere richiesta dai cittadini italiani che hanno un’età superiore ai 65 anni, ed anche da quelle famiglie dove ci sono bambini al di sotto dei tre anni. E per tutte le altre famiglie che non arrivano a fine mese? Ebbene, per tutti gli altri poveri in questo momento la social card, con 40 euro mensili caricati dallo Stato, non può essere concessa nonostante la situazione per quel che riguarda i redditi delle famiglie in questo momento sia peggiorata rispetto al 2008, l’anno buio della crisi economica e finanziaria.
Sono ben due miliardi gli euro che devono essere restituiti ai pensionati Inpdap prima del 1994. Ad affermarlo è il Codacons che al riguardo ha annunciato l’avvio di una class action in merito all’indennità integrativa speciale, che deve essere percepita dai pensionati Inpdap per intero e non dimezzata. Stamattina, tra l’altro, nel corso de “I consigli dell’Avv. Rienzi”, una rubrica di “Unomattina Weekend” su Raiuno, ed in serata su “Striscia la notizia“, il Tg satirico in onda su Canale 5, il Codacons tratterà l’argomento e fornirà ulteriori consigli utili ai pensionati Inpdap.
Sono anni che le Associazioni dei Consumatori denunciano scarsa trasparenza sulle carte di credito, ed in particolare quelle con la cosiddetta modalità revolving; ma oltre alla scarsa trasparenza sono stati altresì denunciati anche casi di applicazione di tassi usurari. Finalmente, dopo l’intervento delle Procure, anche la Banca D’Italia ha preso provvedimenti, ma questo chiaramente non basta affinché ai cittadini possano essere restituiti tutti i soldi in interessi che hanno pagato in questi anni. E allora, visto che dall’inizio di quest’anno è entrata in vigore, perché non avanzare contro le società emittenti carte di credito una class action?
Quanto costa “televotare“? Quali sono le condizioni di utilizzo? Questi ed altri quesiti sono d’obbligo visto che nei cosiddetti reality, ma anche per altri programmi televisivi, quando si tratta di televotare l’unica cosa che si vede bene è il numero da chiamare mentre i caratteri relativi all’informativa sul servizio compresi i costi, non solo appaiono per pochi secondi, ma sono altresì trasmessi con caratteri così piccoli e con un contrasto cromatico tale da renderli illeggibili.
Sulle reti nazionali si registra oramai un vero e proprio bombardamento di spot pubblicitari di prodotti per il benessere; gli italiani sono diventati più attenti nella cura del proprio corpo, e quando con l’età che avanza spunta qualche ruga o cuscinetto di grasso, oltre a limitarsi a tavola si cerca “riparo” anche nelle creme di bellezza antirughe e contro la cellulite, una coppia di prodotti che non manca di norma nel beauty case delle donne. Ma questi prodotti funzionano davvero? Garantiscono gli effetti positivi pubblicizzati in televisione oppure sono impossibili?
L’uso degli occhiali 3D ai minori di sei anni nelle sale cinematografiche italiane non deve essere solo controindicato, ma deve essere vietato a tutti gli effetti. A sostenerlo è il Codacons che, di conseguenza, ritiene insufficiente la Circolare emanata oggi da Ferruccio Fazio, Ministro della Salute, che ha “ripreso” il parere formulato in questi ultimissimi giorni dal Consiglio Superiore di Sanità. Di riflesso, l’Associazione ha reso noto che sta preparando un ricorso al Tar al fine di far imporre il divieto per i minori di sei anni dell’uso degli occhiali 3D, e non solo la semplice controindicazione.
Il recentissimo parere del Consiglio Superiore di Sanità, in merito all’utilizzo al cinema degli occhiali 3D, è molto chiaro: questi supporti visivi non possono essere utilizzati dai minori di sei anni; devono essere utilizzati solo ed esclusivamente occhiali 3D monouso; occorre fissare per le proiezioni degli intervalli proporzionati rispetto al periodo di utilizzo degli occhiali 3D da parte dei telespettatori. Questo, in estrema sintesi, è quanto è tornato a ribadire il Codacons dopo che le Associazioni di categoria dei cinema hanno espresso un parere contrario in merito all’adozione di misure restrittive.
Dopo il parere del Consiglio Superiore di Sanità in merito all’utilizzo degli occhialini 3D per la visione al cinema dei film, è scattata puntuale l’offensiva del Codacons a tutela della salute dei cittadini/spettatori italiani. Innanzitutto, il parere del Consiglio Superiore di Sanità è tale che in nessun caso i bambini di età sotto i 6 anni possano utilizzare i supporti 3D per la visione nelle sale delle opere cinematografiche. Inoltre, l’Associazione ritiene che i gestori dei cinema, per le proiezioni dei film in 3D, debbano interrompere le proiezioni per dieci minuti ogni volta che è trascorsa un’ora di film.
Per la visione dei film al cinema, gli occhiali 3D sono controindicati ai minori di sei anni. E’ questa una parte del parere espresso Consiglio Superiore di Sanità in merito alla visione dei film nelle sale cinematografiche; a darne notizia è il Codacons che già da parecchie settimane, anche a seguito della proiezione di film come Avatar era intervenuto in merito all’utilizzo di questi supporti ed ai rischi legati sia a possibili disturbi di natura visiva, sia a possibili infezioni legate all’utilizzo di supporti non monouso che, di conseguenza, passano da uno spettatore all’altro.
I dati odierni dell’Istat relativamente al prodotto interno lordo, crollato del 5,1% nel 2009 in Italia, riaccendono il dibattito sulla portata della crisi che ha investito il nostro Paese, e che rischia di lasciare il segno per parecchi anni sulla nostra economia. L’Italia negli ultimi anni è stato un Paese il cui prodotto interno lordo è cresciuto a ritmi bassi, spesso al rallentatore, ragion per cui per andare a recuperare la perdita secca del PIL 2009 potrebbero passare anche diversi anni.
La città di Roma detiene il record nel Vecchio Continente dei parcheggiatori abusivi. A farlo presente è il Codacons che in merito ha provveduto a monitorare con un’indagine tale fenomeno nella Capitale, e che sottolinea come oramai i parcheggiatori abusivi nel Comune di Roma si trovino ovunque, dal Centro alla periferia e fino ad arrivare al litorale. Il parcheggiatore abusivo, in particolare, sbuca fuori dal nulla ogni volta che c’è in una certa zona un concerto, una manifestazione o un evento di qualsiasi tipo, e pretende denaro per un servizio che non è dato capire.
Quello relativo alla pubblicità ingannevole in Italia è un fenomeno in crescita, con un cittadino su tre che ne è vittima. A denunciarlo, lanciando l’allarme, è il Codacons che, in particolare, sottolinea come nel nostro Paese il fenomeno si stia ingigantendo sempre di più rispetto agli anni passati. Solo nel 2009, non a caso, sono state oltre 2.700 le segnalazioni che in materia di pubblicità ingannevole sono state inoltrate all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato (Antitrust); l’Agcm, nella sua relazione annuale, infatti, ha fatto presente come le segnalazioni nell’arco di dodici mesi siano arrivate a quota 2.781 rispetto alle 1.591 dell’anno precedente.
Riguardo all’abuso di alcol, specie tra i giovani, il Ministero della Salute e le Regioni in data odierna hanno diffuso alcuni dati che impongono una profonda riflessione visto che sono troppi nel nostro Paese i decessi causati direttamente e indirettamente dall’alcol. Secondo il Codacons, uno dei problemi da risolvere è quello relativo ai controlli ed al conseguente divieto di vendita di bevande alcoliche ai giovanissimi. Purtroppo secondo l’Associazione nei locali del nostro Paese regna l’anarchia più assoluta, ragion per cui occorre mettere in atto un vero e proprio giro di vite.
In Italia tra scommesse online e nelle agenzie, Superenalotto, Win for Life e Lotto le opportunità per gli italiani al fine di giocare e tentare la fortuna non mancano. Oltre ai giochi citati ci sono anche le cosiddette lotterie istantanee, ovverosia i “Gratta e vinci” che, in base a quanto sottolinea il Codacons, rappresentano in tutto e per tutto un gioco d’azzardo; come diretta conseguenza, la loro vendita, attraverso bar, tabaccherie, edicole e distributori automatici, è severamente e strettamente vietata ai minori di diciotto anni. Ma questo divieto viene effettivamente rispettato?