In concomitanza con il lancio nel nostro Paese della social card, ovverosia la carta acquisti, il Governo italiano aveva affermato che sarebbero stati ben 1,3 milioni i potenziali beneficiari di uno strumento di sostegno al reddito che prevede, nello specifico, l’erogazione, a carico dello Stato, di 40 euro al mese, a favore delle famiglie a basso reddito, “caricati” in quella che assomiglia in tutto e per tutto ad una normalissima ed “anonima” carta di credito. Purtroppo però il primo bilancio sulla carta acquisti, in accordo con quanto messo in evidenza da Assoutenti, è alquanto magro.
Il Presidente dell’Unrae, Loris Casadei, in rappresentanza delle case automobilistiche estere che operano nel nostro Paese, ha scritto una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in merito alla questione relativa al rinnovo degli ecoincentivi auto 2010 che, salvo clamorose sorprese, non ci sarà. Nei giorni scorsi in merito è stato infatti il Ministro Scajola a chiudere la porta, ma nella lettera inviata al Premier viene, tra l’altro, messo in evidenza dal Presidente Unrae come le decisioni del Governo si stiano prendendo sulla base dei “botta e risposta” con la Fiat e non coinvolgendo anche le case automobilistiche estere.
Per le Camere di Commercio in Italia si cambia. Su proposta di Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un Decreto legislativo che mette a punto un riordino del settore a distanza di ben sedici anni. La riforma, tra l’altro, è anche in senso federalista visto che è previsto a livello regionale un potenziamento delle Unioni regionali delle Camere di commercio al fine di garantire un maggior sviluppo delle economie locali e, quindi, delle piccole e medie imprese.
Con il passaggio della gestione delle reti idriche ai privati, in un contesto che vede comunque l’acqua nel nostro Paese come un bene pubblico ed inalienabile, c’è il rischio che le bollette dei consumatori possano essere gravate di oneri tariffari impropri e costi aggiuntivi che nulla hanno a che fare con il reale costo del servizio. A mettere in evidenza questa criticità è l’Adiconsum, la quale è tornata a ribadire come i costi legati all’ammodernamento della rete idrica ed alla sua manutenzione debbano essere caricati sui gestori e non sui fruitori del servizio, ovverosia le famiglie.
Quello degli ecoincentivi auto si sta trasformando in un vero e proprio “toto incentivi”. Saranno rinnovati? In che misura e, soprattutto, quando? Ebbene, in merito è intervenuta l’Unrae, l’Unione delle Case automobilistiche estere che operano in Italia, facendo presente come il mercato abbia bisogno di certezze sia per i consumatori, sia per i produttori di auto che si trovano a gestire l’attività industriale. Secondo l’Unione il mancato rinnovo degli incentivi, in una fase caratterizzata ancora da difficoltà dal fronte occupazionale, creerebbe ripercussioni negative su tutta la filiera dell’automotive dove lavorano in Italia centinaia di migliaia di persone.
A valere sul triennio 2009-2011 è ufficialmente entrata in vigore una misura dell’attuale Governo in carica a sostegno della natalità. Non trattasi del caro, vecchio, e per certi versi compianto, bonus bebè, ma di un prestito grazie al Fondo di credito per i nuovi nati che permette, attraverso le banche aderenti, di accedere ad un finanziamento fino a massimi 5.000 euro, restituibili in cinque anni, ad un tasso scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche per i prestiti alle famiglie.
In Sicilia ed in Sardegna, aspettando che le infrastrutture di trasmissione dell’energia elettrica vengano completate, ci sono rischi legati alla continuità del servizio, con la conseguenza che in caso, ad esempio, di situazioni con consumi complessivi elevati si rischiano interruzioni dell’erogazione nonché veri e propri black out. Per far fronte a queste criticità di natura infrastrutturale, il Ministero dello Sviluppo Economico, nella giornata di ieri, ha reso noto che il Governo ha approvato un apposito Decreto.
Il nuovo contratto di servizio, finalizzato a regolare i rapporti tra il Governo e la televisione di Stato, è in procinto di essere firmato, ma nel corso di questo iter non c’è stata, perché abolita, l’audizione pubblica per la sua stesura. A denunciarlo è l’Adiconsum che, di conseguenza, sottolinea come il servizio della Rai, un servizio pubblico, sia di tutti ragion per cui è giusto che vengano interpellati anche i Consumatori. Non a caso l’Associazione contesta come in questo modo la società civile non abbia alcun strumento per presentare proposte e per poter esprimere un giudizio sulle decisioni.
E’ stato convocato per martedì prossimo, 19 gennaio 2010, da parte dell’MSE, il Ministero dello Sviluppo Economico, il tavolo permanente di confronto sul mercato petrolifero; l’incontro, fissato per le ore 15,30, nella sala del Parlamentino, sarà presieduto da Stefano Saglia, Sottosegretario allo Sviluppo Economico, e verterà, in accordo con una nota emessa ieri dall’MSE, sui temi legati sia sull’andamento dei prezzi degli ultimi trenta giorni, sia sullo schema di riforma riguardante la rete di distribuzione, la logistica ed il mercato dei prodotti petroliferi.
E’ arrivata, in linea tra l’altro con le attese, la doccia fredda sulla riforma fiscale. La “promessa” del Premier Berlusconi di portare a due le aliquote Irpef, una al 23%, e l’altra al 33%, sarà mantenuta ma non in tempi brevi in quanto ci vuole la necessaria copertura finanziaria. Questo perché, tra l’altro, come sottolineato da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, intervenuto a “Sky TG24 Pomeriggio“, l’Italia negli ultimi diciotto mesi a causa della crisi ha perso ben sei punti di prodotto interno lordo.
Due aliquote, una al 23%, l’altra al 33%. E’ questa la “promessa”, compatibilmente con il rigore da mantenere sui conti pubblici, del Premier Silvio Berlusconi in vista dell’apertura del “cantiere” sulla riforma fiscale. E intanto, per un fisco più giusto, la CGIL, tra le proposte formulate, ha avanzato quella di tagliare la prima aliquota Irpef dal 23% al 20%. Questa ed altre proposte, infatti, sono state formalmente inviate dal più grande Sindacato italiano al Governo sia per mettere a punto in materia fiscale un quadro di riforma strutturale, sia per dare risposte a chi subisce gli effetti derivanti da un fisco iniquo, ovverosia ai lavoratori dipendenti ed ai pensionati.
Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è fiducioso sul fatto che il 2010 sia l’anno non solo per la riforma fiscale, ma anche per una revisione “storica” delle aliquote Irpef, riducendole solo a due: quella al 23% per i redditi più bassi, e quella al 33% per i redditi più alti. Questi cambiamenti, pur tuttavia, potrebbero avvenire in tempi medio-lunghi, e comunque entro l’attuale legislatura secondo quanto dichiarato nelle ultime ore dagli esponenti del Governo visto che occorre in ogni caso tener conto della “quadratura” dei conti pubblici.
Per ben quindici milioni di italiani si potrà uscire dalla crisi economica nell’arco dei prossimi sei, massimo dodici mesi; è questo, infatti, uno dei dati interessanti emersi da un sondaggio a cura di Confesercenti-Swg. In particolare, dal campione interpellato è emerso come per il 7% degli italiani basteranno sei mesi per tirarci fuori da questa difficile situazione congiunturale, mentre per il 24% ne usciremo nel corso della seconda metà del 2010.
Il 17 dicembre scorso c’è stato, presso il Ministero dello Sviluppo Econonomico, un “faccia a faccia” tra l’UP, Unione Petrolifera, e le Associazioni dei Consumatori in merito all’andamento dei prezzi di benzina e diesel praticati agli automobilisti. In particolare, per le Associazioni l’incontro era stato propizio per formulare tutta una serie di proposte in virtù delle quali, con un intervento del Governo, si sarebbero potuti calmierare i prezzi. Ma a distanza di tre settimane il Governo non ha fino ad ora accolto e preso provvedimenti in merito alle richieste formulate dalle Associazioni dei Consumatori.