L’Associazione Codici nei giorni scorsi ha reso nota l’intenzione di voler raccogliere delle firme contro la proposta del Vice Ministro allo Sviluppo Economico di andare ad agganciare il pagamento del canone Rai alla presenza nell’abitazione di un contratto per la fornitura di energia elettrica. In pratica chi paga la luce dovrebbe “in automatico” anche pagare il canone a meno che non dimostri di non avere a casa un televisore. Ebbene, secondo Codici, in base a quanto appreso dagli organi di stampa nei giorni scorsi, si tratterebbe di una norma anti-evasione sbagliata visto che, tra l’altro, gli utenti televisivi devono far fronte anche al passaggio al digitale terrestre.
Se abitate nel Nord Italia, e con il dovuto anticipo vi siete già attrezzati per il passaggio al digitale terrestre con acquisto di decoder e/o televisori di nuova generazione, il rischio è quello di aver fatto per il momento una spesa inutile. In virtù dell’attuazione relativa al piano sulle frequenze, infatti, si fanno sempre più insistenti le voci di un rinvio dello switch-off nel Nord Italia, ovverosia lo spegnimento di tutti i canali trasmessi sul segnale analogico. Di conseguenza, al fine di una maggiore chiarezza, l’Adiconsum, contraria ad ogni rinvio, ha reso noto d’aver scritto al Presidente Corrado Calabrò per ottenere una conferma o una smentita in merito a tali indiscrezioni.
A partire da giovedì scorso, 17 giugno 2010, presso le sedi dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (Inps), è attivo Inps-TV, il nuovo servizio di informazione per il cittadino finalizzato a fornire un nuovo canale di pubblica utilità. Sarà così possibile rimanere aggiornati, presso gli spazi pubblici delle sedi dell’Istituto, e presso le reception, sui servizi erogati dall’Istituto, sugli argomenti di maggior rilievo, ma anche su notizie generaliste, notizie di agenzia in tempo reale unitamente ad una vasta programmazione a base di rubriche che trattano, tra l’altro, di attualità, benessere e mondo del lavoro.
Quale programma Rai è finanziato con il canone, ovverosia con i soldi che milioni di cittadini pagano ogni anno con la tassa di possesso del televisore, e quali invece vengono realizzati con i proventi della pubblicità? Ebbene, in questo momento non è dato sapere tutto ciò, ma introducendo un “bollino blu” sui programmi finanziati con il canone gli utenti televisivi potrebbero sapere cosa vedono con i soldi pagati. E’ questa la proposta dell’Adoc che, intanto, ha ben accolto l’approvazione di un emendamento presso la commissione di vigilanza che dovrebbe portare ad un’operazione trasparenza per quel che riguarda i compensi, spesso milionari, pagati ai conduttori.
Per i consumatori che ancora non si sono muniti dell’attrezzatura necessaria per la visione del digitale terrestre, è in arrivo una grossa novità. Dal prossimo 18 giugno 2010, infatti, entra in vigore in materia di rifiuti elettronici il cosiddetto “uno contro uno”, ovverosia la possibilità di cedere al rivenditore il vecchio televisore non funzionante, o il vecchio frigorifero inquinante senza costi a carico per lo smaltimento ed a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto della stessa categoria. Di conseguenza, chi vuole comprare un televisore di nuova generazione può consegnare quello vecchio al venditore senza che quest’ultimo possa chiedere un euro.
L’iter per lo spegnimento del segnale analogico televisivo procede a grandi passi nel nostro Paese. In molte Regioni italiane, infatti, i canali Rai, quelli di Mediaset, La7 e le televisioni locali si possono vedere solo con il digitale terrestre, ragion per cui ci vuole o un televisore di nuova generazione, con il decoder integrato, oppure occorre munirsi di un decoder esterno da collegare al vostro attuale televisore. Ma come “riconoscere” i televisori ed i decoder in base alle loro funzioni ed alle loro caratteristiche?
In Italia molte regioni sono già passate al digitale terrestre, altre lo faranno quest’anno, altre ancora l’anno prossimo ed infine a chiudere la transizione nel 2012 sarà la Sicilia. In scia a questi cambiamenti ci sono le catene di elettrodomestici che invitano i cittadini a sbarazzarsi del vecchio televisore e comprarne uno di nuova generazione. Pur tuttavia, secondo quanto mette in risalto Altroconsumo, occorre fare molta attenzione a questa proposta molto “interessata” del rivenditore visto che anche con il vecchio televisore che si ha in casa è possibile vedere il digitale terrestre.
Nello scorso mese di gennaio in Italia c’erano complessivamente nelle case degli italiani circa 24,2 milioni di ricevitori per la ricezione del segnale del digitale terrestre. Questo è quanto riporta Dgtvi.it nella newsletter marzo 2010 in accordo con i dati forniti da E-res/Makno; la crescita di ricevitori rispetto al mese di dicembre 2009 è stata di 1,1 milioni di unità a fronte di una diffusione nelle case degli italiani che risulta essere più che proporzionale in virtù del fatto che, dopo aver acquistato il primo ricevitore, ora, se necessario, si compra anche il secondo per adeguare alla nuova tecnologia di trasmissione il secondo televisore di casa.
Tutti i privati cittadini che possiedono a casa il televisore sono obbligati a pagare il cosiddetto “canone Rai”; trattasi infatti di una tassa sul possesso del televisore, ragion per cui il consumatore deve saldare il dovuto anche se, ad esempio, non vede i canali ed i programmi della televisione di Stato. Detto questo, il canone Rai 2010 è “scaduto” per quel che riguarda i termini di pagamento. Doveva essere infatti pagato entro lo scorso 31 gennaio, in un’unica soluzione o a rate, ma c’è ancora tempo per mettersi in regola a fronte però di una maggiorazione per effetto del pagamento tardivo.
Abbonarsi alla pay tv satellitare in Italia, ovverosia con la parabola, equivale ad abbonarsi al colosso di Rupert Murdoch Sky. Quella di Sky Italia, nel panorama della pay tv satellitare e non, è una delle offerte più complete sotto tutti i punti di vista ed in particolare per quel che riguarda il numero complessivo di canali visibili, la novità relativa all’HD, ma anche l’utilizzo del decoder “SKY HD” e, tra le ultimissime novità, la “Sky Digital Key” che permette di guadare i canali free del digitale terrestre. Ma tra le ultime novità c’è anche la “Sky x 2″ che permette nella stessa casa la multivisione con due decoder Sky ed anche due “Sky Digital Key”.
Quanto costa “televotare“? Quali sono le condizioni di utilizzo? Questi ed altri quesiti sono d’obbligo visto che nei cosiddetti reality, ma anche per altri programmi televisivi, quando si tratta di televotare l’unica cosa che si vede bene è il numero da chiamare mentre i caratteri relativi all’informativa sul servizio compresi i costi, non solo appaiono per pochi secondi, ma sono altresì trasmessi con caratteri così piccoli e con un contrasto cromatico tale da renderli illeggibili.
Una volta c’era il televisore a 100 Hz, bello, costoso, con un’alta definizione e poco diffuso nel nostro Paese; adesso questi televisori sono diffusissimi nelle case degli italiani anche e soprattutto grazie alla progressiva diminuzione dei prezzi d’acquisto. Ma presto gli Hertz raddoppieranno a 200 con l’arrivo sul mercato di una nuova generazione di televisori, quelli cosiddetti 3D. Gli appassionati di tecnologia, ma soprattutto gli amanti del cinema, quindi, potranno gustarsi a casa le opere cinematografiche come al cinema utilizzando proprio i tanto discussi occhialini 3D che, non a caso, saranno presenti nella “dotazione” assieme ai televisori di nuova generazione.
Quali livelli di ascolto sta registrando la Rai senza i talk show, ovverosia senza programmi come Porta a Porta, l’Ultima Parola, Annozero e Ballarò? Ebbene, secondo Cittadinanzattiva la scelta della televisione di Stato di “congelare” i programmi sopra citati si sta rivelando sbagliata anche dal punto di vista economico, e va chiaramente a penalizzare anche i telespettatori/abbonati che per quest’anno hanno pagato 109 euro di tassa di possesso del televisore, nota comunemente come “canone Rai”.
Fumata nera per Annozero, Ballarò, Porta a Porta e L’Ultima Parola. Il Tar del Lazio, infatti, ha respinto, o meglio rigettato, il ricorso della Federconsumatori contro le decisioni che sono state prese dalla Commissione di Vigilanza della Rai di applicare la cosiddetta Par Condicio anche ai talk show sospendendone la programmazione in periodo di campagna elettorale. Secondo quanto sottolinea proprio la Federconsumatori, il Tar del Lazio non entra nel merito, ma l’Associazione è soddisfatta della battaglia che sta portando avanti in difesa dell’articolo 21 della Costituzione.